Borghi Antichi

IL TERRITORIO

Il territorio fa parte dei comuni del golfo di Squillace, rinomato oltre che per la sua bellezza anche per la sua storia.

Santa Caterina dello ionio è caratterizzata da una morfologia eterogenea; in un fazzoletto di terra di 41 km2 si incontrano paesaggi montani, collinari e marini. Dunque, il paesaggio è tipico della macchia mediterranea. In montagna incontriamo magnifici boschi di faggio, castagno e leccio, ma anche imponenti rimboschimenti di abete Douglas e pino Laricio. In collina il paesaggio è caratterizzato da aree agricole coltivate ad ulivo e altri tipi di colture (vite, seminativo, ecc), in alcune aree si osservano rimboschimenti di Eucalipto e, nelle aree più soggette a fenomeni di erosione, si osservano suggestivi paesaggi calanchivi.

Degni di nota sono le fiumare che tagliano l'intero territorio formando sette vallate. Un escursione in questi luoghi permette la scoperta di Canion mozzafiato e la riscoperta di reperti di archeologia agricola.

 

NOTIZIE STORICHE

Il Territorio è legato alla figura di Santa Caterina dello ionio, da una leggenda in cui si narra che un gruppo di monaci, in viaggio verso un imprecisato luogo di culto calabrese, si imbattono in spietati pirati saraceni. I monaci ormai senza possibilità  di scampo attendono il martirio. Ad un tratto nei cieli calabresi compare un bagliore accecante e dal cielo scende la Santa che salva i monaci e converte al cristianesimo i pirati saraceni. I monaci salvati dalla Santa nei luoghi in cui è accaduto l'evento edificano il primo villaggio e il primo luogo di culto dedicato Martire.

Le fonti storiche documentali più datate che riguardano il territorio di Santa Caterina dello Ionio sono datate intorno all'anno 1000. La sua nascita si suppone sia dovuta, appunto, per la presenza di luoghi di culto dedicati alla omonima Santa. Il borgo è anche rappresentato presso i musei Vaticani.

Il radicarsi della devozione ad una Santa di origini orientali trae spiegazioni in questi territori, dalla documentata presenza del monachesimo Italo-Greco e Basiliano, diffusosi ad ampio raggio in tutta la Calabria tra i secoli VI e XIII. Al cui operato vanno attribuite l'introduzione di tecniche di coltura innovative e strutture produttive, anche di origine spiccatamente orientale, finalizzate all'implemento della produzione agricola locale. Col passare dei secoli le vicende storiche dell'abitato, vedranno l'avvicendarsi di signorie, casate locali, feudatari laici e religiosi. Infatti, Attorno al 1060 S. Caterina faceva parte della Contea di Badolato. Nel 1487 la casa d'Arena (dei Concublet), coinvolta nella congiura dei Baroni, fu temporaneamente spodestata e la terra di Santa Caterina fu concessa al Conte Alberico da Barbiano (pronipote d'Alberico il Vecchio). Negli anni seguenti si susseguirono diverse casate: dai Cordova ai Galeotta, dai Gioieni ai Colonna. Il 30 giugno 1685, il feudatario Erasmo Marzano ricostruì un castello esistente sul punto più alto del paese. Il castello fu distrutto dal terremoto del 1783. Nella zona costiera esiste una torre cilindrica del 1565 costruita dalla Regia Corte di Napoli per combattere le incursioni Saracene. Nel 1799 il possedimento passò ai Di Francia che lo tennero fino all'eversione della feudalità .

Di recente si osserva un aumento di interesse verso i cosiddetti "beni archeologici minori" ovvero evidenze che giacciono nascoste in un contesto di riferimento locale poco visibile e fruibile. A questa categoria appartengono diversi siti rurali caratterizzati dalla presenza di strutture edilizie sia produttive che abitative, pertinenze monastiche, strumenti e manufatti che costituiscono insieme l'espressione più genuina della cultura materiale di un determinato luogo. Nel territorio di Santa Caterina dello Ionio, recenti approfondimenti in merito a tali aspetti a messo in evidenza l'esistenza di antichi palmenti e grotte rupestri, norie arabe utilizzate per il prelievo da pozzi e più recenti mulini ad acqua per la macina dei cereali.

 

IL BORGO

La struttura del borgo è caratterizzata da vicoli stetti e intricati, tipico dei borghi medievali e in particolare di quei borghi soggetti alle incursioni saracene. In corrispondenza delle entrate al borgo ci sono dei portali di particolare pregio storico e architettonico. Detti portali erano la sole vie di entrare ed uscita del borgo, ed avevano anche funzione difensiva.

Oltre a Santa Caterina nel corso dei secoli sono state costruite diversi luoghi di culto di particolare pregio e di seguito elencati:

  • chiesa Matrice
  • chiesa di San Pantaleone
  • chiesa dell'immacolata concezione
  • chiesa del rosario
  • chiesa della madonna della Neve
  • chiesa di San Gabriele Arcangelo
  • Convento di San Francesco

 

LA MARINA

La prima edificazione presente in marina è una torre di vedetta voluta dal Re di Napoli e facente parte di un sistema di difesa che interessava tutte le coste del regno di Napoli. Per secoli le coste non sono mai state abitate per la presenza di aree malariche e per le continue aggressioni saracene. La sola attività  presente in marina (oltre a quella di difesa) era quella di fornire assistenza ai pescatori provenienti da altri territori, i quali trovavano riparo lungo le nostre coste. Nei primi anni del 1950 inizia a popolarsi anche la zona marittima del territorio.

Il territorio della marina si caratterizza fondamentalmente per la sua vicinanza al mare, il che rende ai turisti la vacanza molto comoda e rilassante.

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